INFERMIERI: EROI PER IL MONDO, BISTRATTATI DALLE FORZE ARMATE ITALIANE

INFERMIERI: EROI PER IL MONDO, BISTRATTATI DALLE FORZE ARMATE ITALIANE

Gli Infermieri delle Forze Armate che rivestono il grado di vertice dei Sottufficiali devono dismettere la funzione sanitaria ricoperta da oltre trenta anni se vogliono diventare Ufficiali attraverso il concorso a loro dedicato.

Se si analizzano i concorsi banditi per i Luogotenenti (Lgt) dell’Esercito, dell’Aereonautica militare e dell’Arma dei Carabinieri per la selezione di personale per ricoprire il Ruolo Speciale con il grado di Sottotenente per l’anno 2020 la domanda sorge spontanea: qual è stato il ragionamento di fondo della Difesa per NON fargli prevedere il Ruolo Sanità per i Lgt Infermieri e le Professioni tecnico sanitarie?

Infatti, questi professionisti, qualora vincitori di tale concorso, vengono fatti transitare in ruoli completamente differenti rispetto a quello di provenienza. Ad esempio, per quel che riguarda l’Esercito, è previsto il loro transito in una delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio o trasmissioni.

Verrebbe solo da sorridere se non fosse di drammatica realtà l’idea che un professionista della sanità si dovrebbe riciclare, di punto in bianco, per diventare competente in una delle suddette branche tanto da diventarne dirigente.

Errare è umano, perseverare è diabolico.

Per la seconda volta, da quando si è intrapresa la scelta di permettere ai gradi di vertice dei Sottufficiali lo sbocco direttivo al ruolo Ufficiali, è stata perpetrata l’ennesima sperequazione ai danni dei professionisti della Sanità militare. La mancata previsione del ruolo sanità per i Lgt appartenenti a tale categoria rappresenta l’ennesimo schiaffo morale e materiale a questi professionisti che sono annoverati, solo a parole, tra le risorse specialistiche di spiccato pregio dalla stessa Amministrazione della Difesa

Con un vero e proprio colpo di spugna si è scelto di cancellare il bagaglio culturale e professionale dei circa trenta anni (tanti sono gli anni per arrivare al grado di vertice della categoria) di formazione e di esperienza accumulata nelle infermerie dei corpi, negli ospedali militari e nei Role 1, 2, 3  e Field Hospital all’estero.

Tale modalità di reclutamento appare anacronistica rispetto alla moderna concezione delle Forze Armate che dovrebbero valorizzare le preziose risorse professionali ed umane degli uomini e delle donne con elevati livelli di specializzazione. Permettere la perdita di tali risorse rappresenta uno sperpero di denaro pubblico ingiustificabile e una gestione del comparto sanitario non oculata e non all’altezza di un moderno Servizio Sanitario quale dovrebbe essere quello militare.

La discutibile scelta di non impiegare i Luogotenenti di Sanità vincitori del suddetto concorso nel comparto di provenienza non è che la punta dell’iceberg della ben nota e annosa confusione che persiste sulla figura dell’Infermiere e delle Professioni sanitarie tecniche in seno alle quattro Forze Armate.

L’emergenza sanitaria  da COVID – 19, combattuta con il fattivo contributo in prima linea del Servizio Sanitario Militare (SSM), ha rimesso in evidenza  le incongruenze che accompagnano tali professionisti. Se da una parte si è evidenziato come siano sempre più protagonisti all’interno dell’Organizzazione quali attori insostituibili per garantire la governance di tutto il processo clinico assistenziale, per rispondere con efficacia ed efficienza ai bisogni dei pazienti, manager delle  complessità all’interno del SSM e anello di congiunzione tra direzione strategica  e linea operativa con il SSN; dall’altra, è stato drammaticamente evidenziato come tali figure siano sicuramente sottostimate, poco coinvolte nelle scelte organizzative e poco riconosciute sotto l’aspetto valoriale e professionale.

Per risolvere l’annosa questione del mancato riconoscimento di questi professionisti della salute, occorre andare oltre i sistemi di reclutamento e di inquadramento adottati fino ad oggi. La soluzione per affermare le elevate responsabilità che fanno capo agli Infermieri e alle Professioni tecnico sanitarie delle FF. AA. consiste, oggi più che mai, nel riconoscergli il ruolo direttivo come avviene per i professionisti laureati del SSN e come avviene nella maggior parte delle Forze Armate dei Paesi dell’Alleanza Atlantica e della UE.

Il costo per realizzare questa giusta ed agognata scelta sarebbe pari a zero. Gli Ufficiali infermieri, oltre a continuare ad assicurare la necessaria assistenza infermieristica, libererebbero gli Ufficiali medici da tante incombenze gestionali e organizzative, i quali sarebbero, in questo modo, in grado di potersi dedicare alla esclusiva attività di diagnosi e di cura a cui sono preposti. La qualità dell’assistenza migliorerebbe in quanto gli infermieri, riconosciutigli finalmente il ruolo che gli spetta, non più vicariati da figure che poco conoscono e comprendono la peculiarità della professione, si potrebbero assumere a pieno carico le numerose responsabilità assistenziali, organizzative e gestionali.

Per la rinascita della Sanità Militare, occorre partire dal riconoscimento del ruolo Ufficiale per le Professioni infermieristiche e tecniche del comparto; occorre che la Politica prenda finalmente in mano la questione e ascolti le richieste che gli arrivano da questi professionisti, scevri da interessi di parte e personali, lontani dalle lobby e dal carrierismo. Serve un Parlamento di cittadini eletti che rappresentino anche questi professionisti che chiedono semplicemente che gli vengano riconosciuti e garantiti gli stessi diritti dei colleghi civili, forti anche dell’appartenenza ad Ordini professionali che contano oltre 850.000 iscritti.

È necessario che il Ministro e le Commissioni della Difesa si attivino per raggiungere una uniformità dello status giuridico e di inquadramento per gli Infermieri e per le Professioni sanitarie militari  rispetto ai colleghi del comparto civile, riuscendo così, finalmente, a realizzare la agognata equiordinazione tanto cara anche al legislatore.

 

IL RESPONSABILE PROSANFAP

Dott. Antonio Gentile

 

 

 

 

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